
Una nascita non riguarda mai solo il presente.
Quando arriva una bambina o un bambino, insieme a lei o a lui arrivano anche aspettative, racconti, desideri, paure, immagini di famiglia, frasi ascoltate mille volte, modelli ricevuti e promesse fatte a sé stessi: farò come è stato fatto con me, oppure non farò come i miei genitori.
Nei primi mesi di vita tutto questo può riattivarsi con grande intensità. La gravidanza, il parto, l’allattamento, il sonno, il contatto, il pianto, la presenza dei nonni, le domande di chi accompagna la famiglia: ogni gesto quotidiano può diventare il punto in cui si incontrano presente e storia familiare.
Da questa premessa nasce Genitorialità Inclusiva – Protocollo pilota integrato di accompagnamento perinatale per la tutela del benessere del minore, un progetto gratuito promosso da Mamme Contatto APS con il cofinanziamento del Garante regionale dei Diritti del Minore della Puglia, nell’ambito dell’Avviso pubblico GAMI 2026.
Perché un progetto sulla genitorialità inclusiva
Parlare di genitorialità inclusiva significa riconoscere che le famiglie non sono tutte uguali, che non esiste un solo modo di diventare genitori e che ogni storia merita ascolto senza giudizio.
Significa anche tenere insieme più dimensioni: il benessere della bambina o del bambino, la fatica degli adulti, la qualità dei primi legami, la rete familiare, il ruolo dei nonni e dei caregiver, il lavoro di chi accompagna le famiglie nei servizi sanitari, sociali ed educativi.
La tutela dei diritti dei bambini e delle bambine inizia già prima della nascita. Passa dalla possibilità di essere accolti dentro relazioni sufficientemente sostenute, ascoltate e accompagnate.
Per questo il progetto non si rivolge solo ai genitori, ma anche alla rete che intorno alla nascita prende forma: famiglie, operatori, operatrici, servizi e comunità.
Le tre azioni del progetto
Genitorialità Inclusiva si sviluppa in tre livelli di intervento.
1. Formazione per chi lavora con le famiglie
Una parte del progetto è dedicata alla formazione di operatrici e operatori che, a vario titolo, incontrano le famiglie nel tempo della gravidanza, della nascita e dei primi mesi di vita.
Il percorso formativo affronta temi come il linguaggio inclusivo, l’accoglienza non stigmatizzante, lo stress perinatale e la regolazione neuro-relazionale.
L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una rete territoriale più attenta, competente e coerente nell’accoglienza delle famiglie.
2. Percorso intensivo per 6 nuclei familiari
Il progetto prevede un percorso intensivo gratuito rivolto a 6 nuclei familiari in gravidanza o con bambine e bambini nei primi tre mesi di vita.
Si tratta di un accompagnamento integrato e ravvicinato, che potrà includere colloqui individuali o familiari, costruzione della mappa genealogica familiare, sostegno su babywearing e allattamento, e monitoraggio dello stress genitoriale.
La selezione dei nuclei familiari avverrà sulla base di criteri di priorità, tra cui primiparità, gravidanza gemellare, gravidanza da PMA, famiglia omogenitoriale, presenza significativa di nonni o caregiver coinvolti nella cura, vissuti di stress o isolamento, bisogno di accompagnamento sui primi legami, sul contatto, sull’allattamento e sulla transizione alla genitorialità.
Questi criteri non saranno intesi in senso patologizzante, ma come indicatori di possibile utilità dell’accompagnamento proposto.
3. Incontri aperti alle famiglie
Accanto al percorso intensivo, saranno proposti incontri gratuiti e aperti al territorio, rivolti a famiglie in gravidanza, neogenitori, nonni e caregiver.
Gli incontri saranno occasioni di informazione e confronto su temi come co-genitorialità, storie familiari, narrazione delle origini, primi legami, contatto, babywearing, allattamento e ruolo dei nonni nei primi mesi di vita.
L’obiettivo è creare spazi accessibili in cui le famiglie possano sentirsi meno sole, riconoscere domande comuni e trovare parole nuove per raccontare quello che stanno vivendo.
Ogni bambina e ogni bambino arrivano dentro una storia
Lo slogan del progetto è:
Quando nasce una bambina, quando nasce un bambino, si riapre una storia.
Ogni nascita apre qualcosa di nuovo, ma allo stesso tempo riattiva ciò che c’era prima: la storia dei genitori, quella delle famiglie d’origine, le esperienze di cura ricevute, i racconti sul parto, sull’allattamento, sul sonno, sulle braccia, sui “vizi”, sui bisogni dei bambini e delle bambine.
Non si tratta di cercare colpe o spiegazioni rigide. Si tratta piuttosto di offrire uno spazio in cui le storie possano essere viste, nominate, comprese e, quando necessario, trasformate.
Perché diventare genitori non significa solo imparare a prendersi cura di un neonato o di una neonata. Significa anche riorganizzare ruoli, confini, aspettative, memorie e legami.
Una rete territoriale multidisciplinare
Genitorialità Inclusiva coinvolge una rete territoriale che integra competenze sanitarie, sociali ed educative.
Il progetto è promosso da Mamme Contatto APS e realizzato con il cofinanziamento del Garante regionale dei Diritti del Minore della Puglia, nell’ambito dell’Avviso pubblico GAMI 2026.
Partecipano alla rete progettuale l’Ospedale San Paolo di Bari, la Rete Civica Urbana del Municipio II, Opera Sana ETS e Voglia di Bene Società Cooperativa Sociale.
La collaborazione tra soggetti diversi nasce dalla convinzione che il benessere nei primi mesi di vita non possa essere sostenuto da un unico sguardo. Servono competenze differenti, coordinate e capaci di dialogare.
Info e iscrizioni
Le attività del progetto sono gratuite, con iscrizione obbligatoria.
Il calendario degli incontri e le modalità di candidatura al percorso intensivo saranno pubblicati sul sito di Mamme Contatto APS.
Per approfondire il progetto è possibile consultare la pagina dedicata:


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