Neonato in una culla ospedaliera; in basso, il logo del progetto Genitorialità inclusiva.

Quattro incontri online per riflettere, attraverso situazioni concrete, sulle parole che usiamo nei colloqui, nelle cartelle e nel confronto tra professioniste e professionisti.

«Chi si occupa del bambino a casa?» può sembrare una domanda semplice. Ma la risposta può raccontare una rete di persone e relazioni che non avevamo immaginato: genitori, nonni, altri adulti importanti. Come facciamo spazio a questa storia senza presumere in anticipo chi abbia quale ruolo?

Domande simili attraversano il lavoro di chi incontra le famiglie nei primi anni di vita. Compaiono durante una visita, in un colloquio, nella compilazione di una cartella o quando si trasmettono informazioni a un’altra professionista. Le parole scelte in quei momenti aiutano a comprendere e accompagnare una famiglia. Possono anche lasciarne fuori una parte, pur senza che fosse nostra intenzione.

Da qui nasce Famiglie. Le parole per dirle, il percorso di formazione online del progetto Genitorialità inclusiva. È rivolto a chi lavora con bambini e famiglie nei servizi sanitari, psicologici e sociali: ostetriche e ostetrici, infermiere e infermieri, ginecologhe e ginecologi, psicologhe e psicologi, assistenti sociali e altre figure che incontrano le famiglie nella propria pratica.

Dalle parole alle situazioni di lavoro

Il percorso parte da una domanda pratica: come parlare con una famiglia, come scrivere di quella famiglia e come parlarne tra professionisti? Sono tre momenti diversi, ciascuno con le proprie responsabilità.

Lavoreremo su esempi ed esercitazioni per riconoscere ciò che diamo per scontato, formulare domande che lascino spazio alla storia delle persone e distinguere, quando scriviamo, ciò che abbiamo osservato dalle nostre ipotesi. L’obiettivo è cercare insieme un linguaggio chiaro, rispettoso e utile anche a chi proseguirà il lavoro dopo di noi.

I quattro incontri

29 ottobre 2026 · Chi c’è in una famiglia?
Genitori, nonni e altre figure della rete di cura: come chiedere chi è importante nella vita di un bambino senza attribuire ruoli sulla base delle nostre aspettative?

12 novembre 2026 · Riconoscere chi è genitore
Come rendere visibile ogni genitore nei colloqui e nelle comunicazioni, anche quando i legami biologici, gestazionali, affettivi e giuridici non coincidono?

26 novembre 2026 · Le parole delle origini
Come ascoltare le storie familiari e accompagnare gli adulti nel trovare parole adatte a parlare con un bambino delle proprie origini, senza imporre un racconto unico?

10 dicembre 2026 · Descrivere ciò che osserviamo
Quando ci preoccupiamo per il benessere di un genitore o per la relazione con il bambino, come possiamo scrivere osservazioni e passaggi di consegne chiari, evitando formule che suonano come giudizi?

Gli incontri si svolgono online, dalle 19.00 alle 22.00. La formazione è condotta da Angela Angelastro, psicologa psicoterapeuta e formatrice, in collaborazione con Angela Maria Nitti, psicologa, pedagogista e formatrice.

Non occorre avere già tutte le parole giuste per partecipare. Si parte proprio dalle domande e dalle esitazioni che emergono nel lavoro quotidiano, per confrontarle con quelle di professionisti che osservano le stesse situazioni da prospettive diverse.

Le parole che usiamo nel lavoro con le famiglie meritano uno spazio di confronto. Se vuoi partecipare a Famiglie. Le parole per dirle, compila il modulo di iscrizione.

l percorso fa parte del progetto Genitorialità inclusiva, realizzato da Mamme Contatto APS.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *