Mani adulte accarezzano il viso di un bebè durante un momento di massaggio infantile.

Il massaggio infantile come tempo per conoscersi e trovare il proprio modo di stare insieme.

di Angela Maria Nitti
Psicologa, pedagogista e insegnante di massaggio infantile

Mani adulte accarezzano il viso di un bebè durante un momento di massaggio infantile.

La borsa è pronta, o quasi. C’è da cambiare una maglietta, cercare un pannolino, riprendere in braccio il bebè. Poi un’altra poppata. E quando finalmente si apre la porta di casa, comincia a piovere.

Lucy Scott racconta questa sensazione con ironia e tenerezza nell’animazione “Very Nearly Leaving the House”: una giornata di cure e imprevisti, nel tentativo di uscire di casa con un bebè.

Nei primi mesi, anche uscire di casa può diventare un’impresa. A fine giornata si può avere la sensazione di non aver concluso niente, pur senza essersi fermati un momento. Eppure, tra quei gesti ripetuti, sta succedendo qualcosa: persone che fino a poco tempo prima non si erano mai incontrate stanno imparando a vivere insieme.

Volersi bene e conoscersi hanno tempi diversi

L’arrivo di una bambina o di un bambino porta anche questo: incontrare una persona che dipende dalle nostre cure e che dobbiamo ancora conoscere. Si impara come sostenerne il corpo, come accompagnare il cambio, in quali momenti proporre qualcosa e quando aspettare.

Anche quando una nascita è stata desiderata a lungo, ci si può sentire impacciati. Una manica sembra impossibile da sfilare, il pianto lascia senza risposte, un gesto che nelle mani di un’altra persona appare semplice nelle nostre diventa complicato.

L’affetto, a sua volta, può avere tempi diversi per ciascuno. C’è chi sente subito una grande vicinanza e chi ha bisogno di tempo per riconoscersi nella nuova relazione. La fatica e la tenerezza possono abitare la stessa giornata.

In questo incontro si diventa familiari poco alla volta. Si comincia a riconoscere un movimento, un’espressione, un modo di cercare vicinanza. Si scopre che cosa aiuta proprio quella bambina o quel bambino, e che cosa permette anche a noi di sentirci più a nostro agio.

Il bebè dialoga con te

Mentre impari a conoscere il tuo bebè, anche lui partecipa all’incontro: con lo sguardo, i movimenti, la voce, le risposte al tuo tocco.

Un corpo che si distende, uno sguardo che si sposta, un movimento, un pianto: mentre ci prendiamo cura di una bambina o di un bambino, riceviamo continuamente informazioni. Osserviamo, proviamo a comprendere, aggiustiamo il nostro gesto.

Il significato di questi segnali non è sempre evidente. Possiamo avere dubbi, fare un tentativo, accorgerci che serve una pausa. A volte ciò che ieri sembrava gradito oggi incontra una risposta diversa.

Le risposte del bebè orientano ciò che facciamo. Quando le accogliamo, cominciamo a costruire un ritmo insieme: ci avviciniamo, aspettiamo, riproponiamo, ci fermiamo.

Il massaggio infantile: un tempo per queste scoperte

Dentro questa quotidianità, il massaggio infantile offre un tempo dedicato al contatto e all’osservazione reciproca.

Durante il corso si imparano gesti e sequenze. Insieme a questi, trovano spazio domande molto concrete: è un buon momento? Come risponde il mio bebè? Questa posizione è comoda? Ho bisogno di sistemarmi meglio anch’io?

La sequenza incontra ogni volta una situazione diversa. Ci sono giornate in cui si riescono a massaggiare le gambe e altre in cui il bebè ha bisogno di mangiare, dormire o stare in braccio. Può esserci spazio per pochi gesti, per una mano appoggiata, per una pausa.

Anche fermarsi fa parte di ciò che si impara. Accorgersi che per oggi basta significa aver osservato e dato valore a una risposta.

La familiarità cresce anche da qui: dal sentirsi un po’ più capaci di riconoscere ciò che accade tra noi, senza dover avere ogni volta una risposta pronta.

Ogni persona trova il proprio modo

Nelle famiglie, le persone che si prendono cura di una bambina o di un bambino possono avere gesti, voci e abitudini differenti. Ciascun genitore, così come nonne, nonni e altre figure vicine, può costruire una relazione propria.

Non esiste un unico modello di genitorialità a cui somigliare. Esistono storie, risorse e condizioni di vita diverse, dentro cui trovare modi di offrire cura e vicinanza.

Il massaggio può diventare una delle occasioni per esplorarli. Un gesto appreso durante il corso può trovare posto dopo il bagno, in un pomeriggio tranquillo, in un momento che si scopre adatto insieme. La sua forma prende vita nell’incontro con quel bebè e con chi se ne prende cura.

Anche chi accudisce ha bisogno di un posto

Per osservare e ascoltare servono tempo, energie e sostegno. Chi accompagna un bebè può aver dormito poco, aver fatto fatica a uscire, aver bisogno di raccontare qualcosa o di stare in silenzio.

Nel gruppo di massaggio infantile c’è spazio anche per questo. Si può allattare, cambiare un pannolino, interrompersi, riprendere. Si possono condividere domande e scoprire che altre famiglie attraversano incertezze simili.

Essere accolti con la propria stanchezza aiuta a partecipare così come si è, senza dover arrivare già pronti e organizzati.

Tra una poppata e una maglietta da cambiare, intanto, qualcosa diventa più conosciuto.

Un modo di tenersi, un gesto che trova risposta, una pausa riconosciuta in tempo.

Famiglie sedute in cerchio sui tappeti durante un incontro di massaggio infantile con Angela Maria Nitti.

Il percorso di massaggio infantile offre uno spazio per accorgersene: stiamo imparando a conoscerci.

Vuoi conoscere il percorso o sapere quando iniziano i prossimi incontri? Scrivimi su WhatsApp, sarò felice di darti tutte le informazioni.

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